Notizia estesa
DUE PAROLE CON… FERNANDO NARDINI
Una tripletta recapitata con puntualità nella porta del malcapitato Civitanova. Questo il modo “scelto” da Fernando Nardini per dare un calcione alla sfortuna che lo aveva costretto fin troppo a lungo ai box. Un tris di reti a dir poco liberatorio, per avvicinarsi il prima possibile a quella lucetta in fondo al tunnel che il ventiquattrenne laterale arancioneroverde, aveva cominciato ad intravedere solo all’inizio dicembre.
«Ora mi sento molto più leggero e sereno – ritrova il sorriso il numero 11 lagunare – perché finalmente sono tornato a sentirmi utile per la mia squadra. Non sono ancora al top ma nella sosta di fine anno ho potuto lavorare per avvicinare la miglior condizione. Sia io sia i miei compagni ci siamo rimboccati le maniche forti dell’entusiasmo per il primo posto e la qualificazione alla Final Eight conquistata al termine del girone di andata».
Fernando il 10 ottobre scorso si era procurato uno stiramento al polpaccio sinistro, nel corso del match concluso con una vittoria per 2-1 sul Magione. E mentre i compagni e i tifosi festeggiavano sul parquet per il primo successo stagionale, dopo il noto esordio di Vicenza, lui faceva il suo mesto rientro, dolorante e zoppicante, negli spogliatoi.
«Posso ritenermi anche fortunato dal momento che il mio problema era uno stiramento e non addirittura uno strappo, nel qual caso oggi sarei ancora in tribuna a soffrire. Sono felice perché durante la mia assenza i miei compagni hanno fatto grandi cose: il 5-1 subito a Vicenza è stato un episodio, ma al Venezia va dato il merito di averlo dimostrato con i fatti e non a parole. Siamo reduci da un grande girone di andata, ora l’obiettivo è durare sino in fondo».
Lo scorso anno di questi tempi avevate conquistato comunque il pass per le finali di Coppa Italia.
«Stavolta però è diverso, c’è molta meno casualità e più programmazione nel traguardo raggiunto. Il Casinò C5 2009/10 è più forte di quello di dodici mesi fa, perché più completo, attrezzato con giocatori intercambiabili e tutti in grado di restare sul parquet assecondando mister Zanella nelle sue indicazioni. I risultati stanno parlando chiaro».
Parole “pesanti” ma da tenere in considerazione quelle di Nardini, anche perché solo Rafael Alonso conosce la realtà lagunare meglio di lui. In Brasile aveva giocato con Limeira e Cordeiropolis, poi un suo dvd fu visionato, ed evidentemente apprezzato dalla dirigenza veneziana, al punto da fargli varcare l’Atlantico.
«Sono al mio terzo anno a Venezia e qui mi trovo molto bene sotto tutti i punti di vista. Terzo anno ma, di fatto, si tratta del secondo da giocatore in quanto nel primo gli intoppi burocratici mi costrinsero al ruolo di spettatore. Questa società sta compiendo passi da gigante, non c’è niente di improvvisato, c’è una seria programmazione e i risultati della prima squadra e delle giovanili parlano chiaro. Il pubblico sta aumentando ed è sempre più caloroso, ci segue in casa e anche in trasferta. Le componenti per far bene ci sono tutte».
Torniamo però a un presente chiamato Vicenza.
«Prima di Natale abbiamo disputato una grande partita contro un Civitanova sì in difficoltà, ma contro a cui non abbiamo concesso nulla in primis sul piano della concentrazione. Non volevamo sbagliare contro i marchigiani, figurarsi se vogliamo sbagliare nel derby!». emmedielle









































